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Mascetti e la scissione nella sinistra tedesca: «Su immigrazione, ideologia green e politicamente corretto torna il buon senso di una vecchia sinistra non conformista»

Andrea Mascetti e la deputata tedesca Sahra Wagenknecht

«Ciò che sta accadendo oggi in Germania è qualcosa di politicamente epocale». Secondo Andrea Mascetti – avvocato, studioso di metapolitica e componente del direttivo dei Repubblicani – «la spaccatura nel partito Linke (“La Sinistra), con l’autoscioglimento del gruppo parlamentare determinato dal fatto che molti eletti non si riconoscono nel cosiddetto politicamente corretto e nella dominante ideologia green, è il segnale di una svolta ormai inevitabile che apre a nuovi scenari». Non solo: «Anche la differente lettura del conflitto russo-ucraino e la contrarietà all’invio di armi a Kiev è qualcosa di molto significativo che richiama l’antica attrazione-repulsione del mondo germanico verso quello slavo».

In questi giorni la leader Sahra Wagenknecht e un manipolo di deputati della Linke hanno dunque annunciato la spaccatura, con la formazione di un nuovo gruppo che va a rispolverare idee che «somigliano tanto a quelle della corrente democratica americana a cui appartennero Steinbeck e Jack London, operaisti e socialcomunisti ma nemici giurati dell’immigrazione voluta dai capitalisti repubblicani».

«Ciò che risalta – sottolinea Mascetti – è che una parte della sinistra si stacca da chi ha una visione del mondo esclusivamente global, come quella del Pd di Elly Schlein, per andare a ragionare su un percorso che assomiglia a quello della vecchia sinistra dell’Est Europa. In Germania sta nascendo una sinistra contraria al conflitto russo-ucraino, che vede l’immigrazione indiscriminata più come uno sfruttamento del grande capitale che come un’azione umanitaria, ma anche una realtà che si dimostra prudente rispetto a quel finto ambientalismo da salotto che rischia di avere ripercussioni enormi e inutili».

Per Mascetti, ambientalista convinto e attivista Wwf, la svolta politica è rilevante «intanto perché i tedeschi sono gente seria e non agiscono a casaccio, semmai sembrano interpretare un sentire molto forte di contrarietà al politicamente corretto, al punto da spaccare un partito storicamente affermato».

L’altro elemento da evidenziare è che «questa scissione dimostra che a sinistra sta tornando un certo senso della realtà. In Italia c’è Marco Rizzo, presidente del Partito Comunista e fondatore con Francesco Toscano di Democrazia Sovrana Popolare, a tenere posizioni simili. Granata come me, Rizzo, che stimo molto come avversario, non raccoglie però grande consenso in un Paese ad alto indice di conformismo e ignoranza. In Germania, invece, paese storicamente sensibile a questi cambiamenti, sta accadendo qualcosa di ben più rilevante che porterà a spazzare via l’insensata ideologia global salottiera che aveva già inorridito Pier Paolo Pasolini. E lo stesso Gramsci, sardista e antitaliano, avrebbe oggi ben da ridire sulla sinistra salottiera. Probabilmente voterebbe Rizzo in Italia e la Wagenknecht in Germania. Su questo sono pronto a scommettere».

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