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Reguzzoni: «Draghi ha ragione, dobbiamo pensare da europei. Ma sul modello di crescita è un errore regalare la produzione alla Cina»

«Ha ragione Mario Draghi: all’Europa serve una vera integrazione politica e un vero Parlamento. Mi spingo ancora più in là, ritenendo che possa essere decisiva anche la legittimazione popolare del presidente della Commissione europea, che dovrebbe essere eletto dal voto dei cittadini europei e non scelto come accade adesso». Così Marco Reguzzoni, presidente dell’Associazione politica I Repubblicani.

L’ex premier Draghi, durante un evento a Roma, ha spiegato che «questo per l’Europa è un momento critico e speriamo che ci tengano insieme quei valori fondanti che ci hanno messo insieme». Inoltre, ha aggiunto: «Il modello di crescita si è dissolto e bisogna reinventarsi un modo di crescere, ma per fare questo occorre diventare Stato. Bisogna pensare a una maggiore integrazione politica, a un vero Parlamento d’Europa, iniziare a pensare che siamo italiani ed europei».

Reguzzoni riflette così su queste considerazioni di colui che fu presidente del consiglio dei ministri prima dell’elezione di Giorgia Meloni: «Dobbiamo fare lo sforzo, e Draghi ha pienamente ragione, di allargare il nostro orizzonte e pensare che siamo tutti europei, che abbiamo in comune radici profonde e uniche al mondo. E con questo senso di appartenenza dobbiamo iniziare a capire che abbiamo problemi comuni che possiamo affrontare solo come europei e non esclusivamente come italiani. Ma su una cosa dissento da Draghi, che non è riuscito a individuare il “modello di crescita” cui fare riferimento e di cui invece abbiamo grande necessità: abbiamo regalato alla Cina la nostra produzione e così abbiamo ucciso le nostre PMI. È tempo di rimediare agli errori».

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