Organo di informazione on-line dell’associazione I Repubblicani

La Sanità pubblica invecchia: l’età media dei medici sale a 53 anni, il 28% in pensione entro il 2027

Non solo tagli e fughe verso situazioni più remunerative in ambito privato, se non addirittura all’estero. La sofferenza all’interno del Sistema Sanitario Nazionale si legge anche in un invecchiamento progressivo di medici e infermieri in servizio nelle corsie ospedaliere.

La situazione aveva iniziato ad incrinarsi nel decennio fra il 2008 e il 2018, quando i dipendenti pubblici impegnati nel Ssn erano calati di 41mila unità, con un imbuto nell’inserimento dei giovani generato dal blocco del turn over e un sensibile spostamento della forza lavoro più dinamica verso soluzioni professionali differenti.

Un addio di massa all’impiego sanitario pubblico, spesso fuori dall’Italia (in Lombardia è esploso l’esodo verso la Svizzera, ma c’è chi emigra in Arabia), con una propensione sempre più spiccata ad accettare le offerte dei privati, accreditati e non, per inserirsi in contesti non solo meglio pagati, ma generalmente meno stressanti.

Già nel 2020 i dati spingevano verso un innalzamento dell’età media degli addetti alla cura, con una successiva impennata che si fatica a contenere. L’altro elemento decisivo è che è iniziata la fase dei pensionamenti di massa: il 28% degli attuali medici, entro il 2027 saranno fuori servizio.

La maggioranza parlamentare ha provato a suturare questa emorragia, inserendo in decreto un emendamento per spostare il trattenimento dei dottori in servizio da 70 a 72 anni, ovviamente su base volontaria. Sarebbe stato comunque un palliativo, ma la proposta è stata di nuovo bocciata.

Il punto è che oggi il 45% dei medici ospedalieri e il 52% dei medici di famiglia sono over 60. L’età media cresce in maniera costante e si avvicina ormai ai 53 anni (48 anni per gli infermieri).

Significa che, se non si inverte il trend, gradualmente mancheranno risorse umane non solo per assistere adeguatamente i malati, ma anche per fare da guida alle nuove generazioni di professionisti. A loro volta sempre meno propensi a impegnarsi nella sanità pubblica.

Articoli correlati

IN QUESTO ARTICOLO

Resta aggiornato!

Iscriviti alla newsletter