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Marcello Veneziani: «La politica è ormai diventata una periferia marginale dei processi decisionali»

«Di temi ideali ce ne sono davvero pochi. A sinistra, come a destra, oggi prevale il trash». Parola di Marcello Veneziani, giornalista e scrittore, intellettuale dotato di visione e concretezza.

La sua è una lettura amara e spietata della deriva che sta prendendo il dibattito parlamentare e fra le segreterie dei partiti. La cosa peggiore – afferma Veneziani in una bella intervista rilasciata a Paolo Griseri per La Stampa – è che «si sono persi i fondamentali del confronto politico. Questo dipende dal fatto che la politica è ormai una periferia marginale nei processi decisionali».

Partendo dal ricordo di uno storico e acceso confronto con Norberto Bobbio, l’editorialista del quotidiano La Verità sottolinea come «la distinzione tra destra libertaria e sinistra egualitaria mi pare superata. Come superato mi pare identificare la destra in Nietzsche e il suo aristocratismo e la sinistra in Marx e il suo egualitarismo. Residui del Novecento. Da anni, poi, è oggettivo il rovesciamento dei ruoli: la sinistra è tendenzialmente elitaria, se non oligarchica, e la destra è tendenzialmente popolare, se non populista».

In ogni caso, aggiunge Veneziani, «il bipolarismo non trova oggi decenti e dignitose linee di confronto e di sostanziale differenza, rispetto all’omologazione globale e alla dittatura del presente».

Così la politica è preda del trash: vale per «il parlamentare che si presenta con la pistola alla festa di Capodanno», vale per «le polemiche della sinistra che costruiscono su quella pistola l’asse delle dichiarazioni dell’opposizione per giorni e giorni». Un quadro desolante del livello toccato.

Un passaggio rilevante dell’intervista è dedicato all’antifascismo militante: «Finché useremo ancora il fascismo, morto e sepolto da 80 anni, per capire e giudicare il presente, non si capirà quel che accade davvero e si darà alla destra gioco facile di mostrarsi più aderente alla realtà e alla vita di oggi».

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