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Milano, l’Area B blocca i Diesel Euro 6 dal 2025. Reguzzoni: «Assurdo, serve almeno una proroga». E i Repubblicani lanciano una petizione

Dal settembre 2025 le autovetture Diesel Euro 6 “a,b,c” non potranno più entrare a Milano. Questo è quanto stabilisce l’ennesima eco-follia del Comune di Milano o, meglio, l’ennesima trovata di greenwashing. Infatti, se l’auto è stata acquistata prima del 31 dicembre 2018, il divieto è posticipato al settembre 2028. 

Parliamo di autovetture esposte nelle concessionarie anche successivamente, spesso vendute ai clienti come auto di ultima generazione, ovvero “Euro 6” (tutt’ora non esiste un Euro 7), tralasciando al consumatore il dettaglio che questa categoria è stata suddivisa in diverse classi.

Ora, stando alle indicazioni date dalla giunta guidata da Beppe Sala, chi ha investito su quel genere di mezzi scopre che presto sarà assurdamente costretto a restare a piedi.

Per Marco Reguzzoni, presidente dei Repubblicani, non si può restare in silenzio: «I cittadini di Milano e i pendolari non possono subire l’ennesima ingiustizia senza senso. È inutile parlare di ridicoli incentivi, quando il prezzo delle auto è cresciuto in maniera esponenziale. Non mi riferisco solo alle auto elettriche, ma a qualsiasi utilitaria, il cui prezzo è raddoppiato in pochi anni. Sarebbe utile che certi politici scendano a farsi un giro nel mondo reale e la smettano di imporre spese di decine di migliaia di euro alle famiglie. Di fatto questa è una tassa che se non paghi ti vieta la libertà di circolazione e la possibilità di raggiungere il posto di lavoro. Il cui stipendio, tra l’altro, servirebbe per pagare la nuova auto: un bel paradosso».

A differenza di quanto accaduto con il blocco alle Euro 5, quando la politica si è mossa inutilmente in ritardo, i Repubblicani provano stavolta a giocare di anticipo: «Lanciamo una petizione online per eliminare il blocco ai Diesel Euro 6 a,b,c previsto per il 2025 o almeno posticiparlo al 2028, allineandolo con il termine previsto per le medesime vetture acquistate prima del 31 dicembre 2018», continua Reguzzoni. «In un momento nel quale l’inflazione e i tassi di interesse hanno massacrato le famiglie, la Politica con la P maiuscola deve intervenire e non penalizzare».

Le firme per sostenere questa battaglia si raccolgono a qui, su change.org

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