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Marco Reguzzoni (Forza Italia): «Lecco possiede una forte etica del lavoro, chiede solo regole e infrastrutture. Dare risposte al Nord sarà la mia missione in Europa»

LECCO – «In Europa andrò con la convinzione che ambiente, immigrazione, tutela della produzione, ma anche difesa comune e lotta alla concorrenza sleale, si possano gestire solo entrando nei meccanismi decisionali complessivi dell’Unione, non certo con le scelte dei singoli Stati nazionali». Per questo Marco Reguzzoni, candidato indipendente per Forza Italia alle Europee, cita un esempio emblematico di “visione d’insieme” nell’incontro organizzato alla Camera di commercio di Lecco: «Questo territorio fu uno dei pilastri su cui nacque la Regio Insubrica. Io fui uno dei soci fondatori di questa comunità di lavoro orientata a mettere in rete le province di Lecco, Como, Varese e Vco con il Canton Ticino, considerandole delle realtà accomunate fra loro, al netto dei confini nazionali. Si è spesso rivelato uno strumento utile, premiando il gioco di squadra».

L’affaccio sulla Svizzera è dunque uno spunto per rimarcare un punto fermo del suo impegno: «A pochi chilometri da qui potete vedere applicato un federalismo che funziona alla grande, nonostante le differenze linguistiche e culturali esistenti in quel Paese», aggiunge Reguzzoni. «Io, rifacendomi a Gianfranco Miglio, sono un federalista integrale. E sono convinto che, applicando certi principi, andremmo ad imitare chi oggi beneficia di stipendi alti e di una sanità all’avanguardia».

La tappa lecchese è anche una finestra su altre questioni: «Qui, come a Varese e Como, il tema dei frontalieri e delle infrastrutture sono centrali. Quand’ero presidente della Provincia di Varese, proprio attraverso la Regio Insubrica, ho prodotto fatti rilevanti per gestire equamente il fenomeno, senza imporre tasse inique e collaborando per lo sviluppo di strade e ferrovie».

Ciò che conta, secondo Reguzzoni, è sempre la concretezza: «Io mi candido nel PPE perché voglio poter intervenire attivamente sulle scelte. Non mi importa andare al parlamento europeo per urlare dall’apposizione, piuttosto resto a seguire le mie imprese. Ho degli obiettivi chiari e ne cito uno: anni fa realizzai la legge Reguzzoni-Versace per difendere l’etichettatura tessile del Made in Italy, ora serve un regolamento europeo che estenda quei principi ed eviti che una norma sacrosanta venga aggirata».

Per Lecco e provincia, infine, un’attenzione particolare su una questione strategica che pesa sull’economia (ma non solo): «C’è una situazione critica legata alle infrastrutture», spiega Reguzzoni. «Da Bruxelles battaglierò per avere i fondi, ma sarò determinato anche sulle scelte territoriali. Non esiste che abbiamo una Pedemontana fatta solo a pezzi e carissima, al punto che adesso la vogliono completare riempiendola di pedaggi. E tutto ciò per finanziare opere che non sono al Nord, come il ponte sullo Stretto. Ecco, su questo sarò intransigente oltre che federalista: non può un territorio farsi carico anche degli altri».

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