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Tessile e agricoltura: le due sfide in cui il territorio chiede all’Europa di proteggerlo. Reguzzoni: «Difenderemo lavoro e tradizioni a ogni costo»

Difesa del settore tessile e tutela degli agricoltori. Due temi fondamentali in mano all’Europa, due temi che sono stati al centro del dibattito politico innescato da Marco Reguzzoni nell’ultimo week end. Il presidente dell’Associazione “I Repubblicani” e candidato come indipendente nelle liste di Forza Italia, ha voluto metterli al centro delle sue riflessioni.

A Busto Arsizio, sua città natale e storica patria del manifatturiero (non a caso soprannominata la Manchester d’Italia), Reguzzoni ha evidenziato la necessità di salvare ciò che resta del comparto.

«Questa industria è la storia della nostra città – aveva detto – e abbiamo il dovere, dopo aver vissuto su quelle glorie, di continuare a difendere un’eccellenza che ha cercato di resistere agli attacchi sleali. Come feci con la legge Reguzzoni-Versace per l’etichettatura Made in Italy, in Europa voglio tradurre quelle istanze in un nuovo e moderno regolamento che ponga fine a una concorrenza costruita sul mancato rispetto delle norme ambientali e dei diritti dei lavoratori. Il nostro tessile negli ultimi anni ha perso mezzo milione di addetti, ora bisogna difendere chi ha tenuto botta per fermare lo stillicidio, imponendo che le regole che valgono per i nostri imprenditori siano le stesse applicate ai turchi, agli egiziani e ai cinesi. La stessa linea deve valere a tutela di tutto il nostro settore produttivo e lavorativo».

Nella trasferta in provincia di Mantova, invece, Reguzzoni si è concentrato sul settore dell’agricoltura: ««La mia convinzione – ha spiegato – è che sono proprio i contadini e i piccoli allevatori a sapere perfettamente come tenere in equilibrio la natura. Non serve ascoltare chissà quali esperti, basta affidarsi a chi vive questo settore. Lo dico a ragion veduta, anche perché la mia famiglia era impegnata proprio in questo comparto diversi anni fa. Invece, il prezioso lavoro di queste persone è stato messo a rischio da scelte ideologiche che hanno imposto un modello di ecologia assurdo, incurante del lavoro e delle tradizioni. Non abbiamo bisogno di lezioni, ma abbiamo bisogno di difendere le nostre campagne e il lavoro che vi si svolge».

Specie nelle tappe a Ponti sul Mincio e Volta Mantovana, il candidato forzista ha evidenziato «il valore di lughi che hanno una storia millenaria e si trovano in uno dei contesti più belli del mondo, che aspetta solo di essere ancor più valorizzato. Partendo dall’Europa e contro chi vuole distruggere le identità dei territori, dobbiamo fare in modo di salvaguardare la peculiarità di queste zone, le persone che portano avanti tante differenti attività e, più in generale, le nostre tradizioni».

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