Umberto Bossi aveva insegnato a tutti i dirigenti a ragionare sui numeri delle elezioni, e a trarne conseguenze.

Per ragionare sui voti che negli anni Bossi ha saputo conquistare, mi pare intelligente partire dai dati di tre elezioni: le politiche del 1996, anno in cui la Lega si presentava da sola, alternativa ad entrambe le coalizioni, raggiungendo uno dei massimi picchi di consenso, le regionali 2010, l’ultima tornata di valenza politica che ha visto Bossi segretario e infine le ultime, cioè le Europee 2024.

Ecco i numeri:

Elezioni Camera 1996   
affluenza alle urne = 82,9%   
RegioneVoti AssolutiPercentuale (%)Risultato Politico% VOTI DI PARTITO
Lombardia1.458.12525,50%Primo partito assoluto in regione.41,6%
Veneto885.55629,30%Primo partito, con punte altissime nelle province pedemontane.25,2%
Piemonte527.18518,20%Consolidamento nelle province di Cuneo e Novara.15,0%
Friuli-Venezia Giulia188.75123,20%Risultato trainante per la successiva autonomia regionale.5,4%
Emilia-Romagna202.9467,20%Penetrazione nelle province di Piacenza e Parma.5,8%
Liguria108.35510,20%Radicamento significativo nell’entroterra.3,1%
Toscana44.9121,80% 1,3%
Trentino-Alto Adige71.35313,20% 2,0%
Marche14.0731,40% 0,4%
Umbria5.9081,10% 0,2%
   Sole Lombardia e Veneto = 
TOTALE VOTI3.507.16410,10%2.343.681 
   6,7%a livello nazionale

L’attenzione ricade su due dati: l’afluenza all’83% e ben 3,5 milioni di voti in sole 9 regioni su

24. In particolare, i soli voti di Lombardia e Veneto avrebbero dato alla Lega il 6,7% a livello nazionale.

La sera di quello scrutinio la Lega era arrivata all’immaginabile risultato di superare il 10% a livello nazionale: ciò nonostante Bossi era furioso, intrattabile, scontentissimo. Perché ? La sua risposta, come al solito ruvida e diretta: “cosa k…. ce ne facciamo di questi voti?! I voti si contano ma si pesano anche…” Infatti aveva vinto la sinistra e nacque il governo Prodi, relegando la Lega ad un insignificante ruolo di opposizione.

Pur simili nei numeri invece, le elezioni regionali del 2010 tributavano alla Lega guidata da Bossi il ruolo di partner insostituibile della coalizione di governo. Ecco i numeri:

ELEZIONI REGIONALI 2010   
affluenza alle urne = 64,3%(si vota solo in 13 regioni) 
RegioneVoti AssolutiPercentuale (%)Risultato Politico% VOTI DI PARTITO
Veneto788.58135,20%Primo partito. Luca Zaia eletto Presidente.28,9%
Lombardia1.115.50226,20%Fondamentale per la vittoria di Formigoni.40,8%
Piemonte317.06516,70%Decisiva per l’elezione di Roberto Cota (Lega).11,6%
Emilia-Romagna284.47913,70%Massimo storico regionale fino a quel momento.10,4%
Liguria76.26510,20%Consolidamento della presenza costiera.2,8%
Toscana104.5456,50%Inizio della penetrazione nelle “regioni rosse”.3,8%
Marche45.5446,30%Superata per la prima volta la soglia del 6%.1,7%
   Sole Lombardia e Veneto = 
TOTALE VOTI2.731.98110,07%1.904.083 
   7,0%a livello nazionale

Anche qui innanzitutto l’affluenza: un dato più basso ma comunque sopra la media attuale (64%) e un totale di voti per la Lega di oltre 2,7 milioni in 7 regioni.

Con il 10,07% a livello nazionale si tratta del più alto valore percentuali di tutta la segreteria Bossi, e al contempo di un voto “utile”, “di governo” perché in quell’anno la Lega era alla guida del Paese con l’ultimo governo Berlusconi-Bossi.

Questo è un dato che la “narrazione” spesso nasconde: si è iniziato a contestare Bossi proprio al culmine del consenso e del potere. Forse perché con numeri simili – e il controllo di Veneto e Piemonte, oltre al 40% (!) in Lombardia – faceva paura ai poteri “conservatori”?

La prima cena ad Arcore con Silvio Berlusconi, il mio commento è stato che probabilmente “ci verranno addosso perché un risultato simile spaventa davvero”. Purtroppo i fatti hanno dimostrato la verità, ed è partita una manovra contro Silvio e Umberto che li ha davvero colpiti molto forte.

Alle ultime elezioni politiche invece i numeri sono questi:

ELEZIONI EUROPEE 2024   
affluenza alle urne = 48,31%   
RegioneVoti AssolutiPercentuale (%)Risultato Politico% VOTI DI PARTITO
RegionePercentuale (%)Voti  
Veneto451.98623,15%  
Lombardia436.56813,09%  
Piemonte158.46810,29%  
Liguria46.2238,88%  
Toscana85.3406,22%Sole 7 Regioni che votarono nel 2010= 
Marche41.5177,16%1.326.768 
Emilia-Romagna106.6666,48%6,0%a livello nazionale
Valle d’Aosta3.3298,24%  
Trentino-Alto Adige27.6087,49%  
Friuli-Venezia Giulia61.42814,93%  
Sicilia114.7737,47%  
Umbria21.8486,83%  
Sardegna31.9566,25%Solo Lazio 
Calabria57.5139,19%119.789 
Lazio119.7896,61%0,5%a livello nazionale
Abruzzo34.6197,95%  
Campania94.6735,79%  
Molise19.38717,10%  
Puglia76.9946,18%  
Basilicata8.8775,37%  
   Sole Lombardia e Veneto = 
TOTALE VOTI1.999.5628,97%888.554 
   4,0%a livello nazionale

L’affluenza è scesa sotto il 50%, i voti sono 2 milioni in tutta Italia e la percentuale è del 9% circa. In questa sede ci interessa il dato delle regioni del Nord: 1,29 milioni di voti contro i 2,7 milioni del 2010 e i 3,5 milioni nel 1996.

In altre parole, ci sono 2,2 milioni di elettori in meno che nel 1996 e 1,3 milioni in meno che nel 2010.

Che fine hanno fatto questi voti?

Tra il 1996 e il 2024, in Lombardia votano 2,2 milioni di persone in meno, in Veneto 1,2 milioni. In altre parole, gli elettori che votavano e oggi non votano più in Lombardia e Veneto sono 3,4 milioni, di gran lunga il primo partito: Fratelli d’Italia ne ha raccolti 2 milioni, il Pd 1 milione. Gli elettori che dal ‘96 non votano più sono più dei voti raccolti da FDI e PD messi insieme!

SINTESI DELL’ANALISI

Umberto Bossi ha dato voce a istanze – liberali e federaliste, al di fuori delle ideologie – che oggi non trovano più spazio. Gli elettori che avevano dato preferenze alla Lega di Bossi nella grande maggioranza oggi non votano poiché non si ritrovano rappresentati nell’attuale “offerta politica”.

Se la Lega – o un altro partito – riuscisse a interpretare le istanze liberali, federaliste, autonomiste e anti-ideologiche, avrebbe a disposizione un bacino elettorale enorme.

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