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Il “Vento di cambiamento” scuote il Pirellone con Reguzzoni e Figini: «Andiamo in Europa a difendere le nostre imprese»

Il “Vento di cambiamento” è arrivato anche al Pirellone e ha portato con sé il tutto esaurito nella Sala del Gonfalone, per la presentazione milanese del libro scritto da Marco Reguzzoni. Poltrone tutte occupate, gente in piedi, per un nuovo ed evidentissimo successo.

Il dialogo fra il presidente dei Repubblicani e Fabrizio Figini, capogruppo di Forza Italia in Regione Lombardia, ha ripercorso i punti chiave di un volume che mette al centro la speranza.

La visione proposta è stata ancora una volta quella europea che, secondo il mantra ripetuto da Reguzzoni: «Volenti o nolenti – ha spiegato – in Europa si decide la nostra sorte di oggi e dei prossimi cinquant’anni». Questo perché «ormai i mercati ci dimostrano che la competizione è fra sistemi globali, quindi l’Italia da sola può fare pochissimo per certe partite, mentre la debolezza di una leadership europea ci ha impedito di difenderci dalla concorrenza sleale e ci ha fatto ritrovare le guerre ai nostri confini. Per questo dobbiamo essere a Bruxelles a combattere».

Una presenza, ha ribadito Reguzzoni, «che dev’essere svolta in posizioni decisionali, incidendo sulle scelte». Da qui il suo appoggio al Partito Popolare Europeo: «Ho parlato con il segretario Manfred Weber al congresso di Bucarest, lui interpreta la posizione di chi vuole difendere le nostre imprese che producono, sicuramente sta dando un cambio di rotta all’intero schieramento»

Il discorso ha trovato concorde lo stesso Fabrizio Figini: «Anche in Lombardia ci accorgiamo di quanto sia essenziale essere presenti sui tavoli internazionali. Noi, come Forza Italia, cerchiamo di portare avanti progetti che evidenzino le esigenze più sentite. Ha ragione Reguzzoni a far capre, nel suo “Vento di cambiamento”, che abbiamo bisogno di più Europa, ma che sia l’Europa giusta, attenta alle imprese, rappresentativa dei territori e dei popoli».

Nel corso dell’evento al Pirellone sono stati tanti gli ospiti. Come l’onorevole Cristina Rossello, che è anche capogruppo di FI nella commissione per le politiche dell’Unione Europea, la quale ha riflettuto su «un cambiamento che dev’essere fatto, ma tenendo in considerazione l’esperienza di chi può condurre le nuove generazioni a inserirsi nella politica. Penso a una figura come quella di Antonio Tajani, ministro degli Esteri, che ogni giorno dimostra serietà, competenza e coerenza».

Per Giulio Gallera, consigliere regionale e già assessore al Welfare nella prima giunta Fontana, «Marco Reguzzoni rappresenta la concretezza del fare tutta lombarda».

Fra coloro che hanno preso parola, anche Marco Magrini, presidente della Provincia di Varese, che ha evidenziato un altro aspetto rilevante del libro: «La politica deve tornare a leggere le esigenze dei territori, consegnando loro maggiori risorse e responsabilità per poter fare tante e utili cose, come quelle che realizzò Reguzzoni quand’era al mio posto».

Il presidente dei Repubblicani ha anche sottolineato l’ultima battaglia lanciata dalla sua associazione: una petizione (qui per aderire) contro i provvedimenti della giunta di Milano guidata da Beppe Sala che ha disposto di bloccare la circolazione dei Diesel Euro 6 a partire dal 2025.

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